Un metallo di transizione è uno dei quaranta elementi chimici di numero atomico dal 21 al 30, dal 39 al 48, dal 71 all'80 e dal 103 al 112: questo nome viene dalla loro posizione nella
tavola periodica degli elementi. In questi elementi gli
orbitali di tipo d si riempiono progressivamente attraverso ciascun periodo. Chimicamente, gli elementi di transizione sono definiti come gli elementi che formano almeno uno
ione con un sottoguscio d parzialmente riempito di elettroni.
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Serie di elementi chimici aventi simile configurazione orbitale elettronica (vedi
Atomo ) e quindi simili proprietà chimiche. Tutti caratterizzati dalla presenza di un elettrone nell'orbitale d, gli elementi di transizione hanno numeri atomici compresi fra 21 e 30, 39 e 48, 72 e 80, e appartengono ai gruppi dal 3 al 12 (o equivalentemente dal IIIB al IIB) della tavola periodica.
Sono ben cinquantanove degli attuali elementi conosciuti e hanno in comune l'aspetto metallico, perciò sono spesso chiamati metalli di transizione; sono in genere duri, fragili e altofondenti. Fa eccezione il mercurio, l'unico metallo liquido a temperatura ambiente. Sono in genere buoni conduttori dell'elettricità. Chimicamente alcuni di essi presentano la caratteristica di esistere in vari stati di ossidazione. Inoltre tutti hanno spiccata tendenza a formare composti complessi.