L'accento circonflesso (dal
latino: circumflexus, ossia "piegato a cerchio") è un
segno diacritico utilizzato in varie lingue. Graficamente consiste in un tettuccio posto in cima alla lettera (nel caso della prende il posto del puntino). In
italiano è usato sempre più raramente, al contrario della
lingua francese.L'accento circonflesso nella lingua italiana In italiano, salvi i casi di distinzione di parole omografe, l'accento circonflesso è utilizzato sempre più raramente e appare solamente in ambiti letterari o specialistici (es. diritto), caratterizzati da un linguaggio più "conservatore". In ambiti redazionali è addirittura sconsigliato; al contrario, se utilizzato con moderazione e secondo le regole ad esso proprie, può essere indice di maggiore raffinatezza espressiva e padronanza della lingua italiana.Ieri Anticamente l'accento circonflesso poteva essere posto su qualsiasi
vocale (â, ê, î, ô, û) e contrassegnava le forme contratte, tipiche del linguaggio poetico, dovute all'
elisione una sillaba per ragioni di
metrica: fûro (furono), fêro (fecero), amâro (amarono), tôrre (togliere), côrre (cogliere), finîro (finirono). Oggi Oggigiorno l'accento circonflesso (che non è mai obbligatorio) può indicare la contrazione di due vocali uguali (purché non toniche) che si seguono e può essere applicato solamente al caso della terminazione -ii, che contraddistingue il plurale delle parole terminanti nella forma atona -io (es. serio → seri o serî ); in questo caso viene adoperato il
grafema < î >. Non è viceversa consentito applicare l'accento circonflesso ai plurali femminili atoni in -ee (es. fulminea → fulminee e non *fulminê ), né tantomeno ai plurali tonici di qualunque genere (es. calpestio → calpestii e non *calpestî; ninfea → ninfee e non *ninfê ). L'accento circonflesso sottostà a delle regole ben precise, riassumibili come segue:-io preceduto da una consonante 1) L'accento circonflesso può essere segnato se la terminazione -io è preceduta da una singola consonante: Se però questa consonante è una gn, gl, sc, c dolce o g dolce (ossia , , , e secondo l'
alfabeto fonetico internazionale), l'accento circonflesso non deve essere utilizzato in quanto la che segue queste consonanti ha un valore puramente ortografico (indica rispettivamente la pronuncia palatale o dolce).-io preceduto da più consonanti 2) L'accento circonflesso non va segnato se la terminazione -io è preceduta da più consonanti, uguali o diverse: Può essere invece utilizzato in presenza dell'unione tra una consonante liquida (l, r) ed una
occlusiva (t, d, p, b, c dura, g dura):-io preceduto da vocale In questo caso l'accento circonflesso non è ammesso.Casi pratici Se queste sono le possibilità teoriche di impiego dell'accento circonflesso, di fatto nessuno ne fa uso perché di norma non ci sono possibilità di fraintendimento. Vi sono però dei casi particolari di sostantivi divenuti, per uso comune,
omografi al plurale:àrbitro e arbìtrioassassìno e assassìniocondòmino e condomìnioconservatóre e conservatòrio (lo stesso schema vale per direttore/direttorio, osservatore/osservatorio ecc.)dèmone e demòniomìcrobo e micròbioomicìda e omicìdioprèside e presìdioprìncipe e princìpio. In tutti questi casi, l'uso dell'accento circonflesso può costituire un valido ausilio per suggerire l'esatta pronuncia. Se quindi "principi" crea dubbi in ordine alla pronuncia, scrivendo "principî " risulta assolutamente chiaro che la parola è piana (princìpi), in quanto plurale di "principio"; del pari, lo stesso accento può suggerire la corretta pronuncia del titolo del romanzo di
Dostoevskij "I demonî ", che si pronuncia demòni e non dèmoni. Ma neppure in questi casi di aperta ambiguità l'accento circonflesso è insostituibile, in quanto si può benissimo ricorrere al
digramma < ii > (presidii, principii), oppure segnare semplicemente l'
accento tonico (presìdi, princìpi). Completamente estinta è invece la forma in < j > (presidj, principj).Altre lingue Greco antico L'accento circonflesso, nel greco antico, può comparire soltanto in una vocale lunga dell'ultima o della penultima sillaba di un qualsiasi vocabolo (ma in tal caso l'ultima sillaba, per la regola del trocheo finale, deve essere breve). In base alla posizione di quest'accento, una parola è detta perispomena (sull'ultima sillaba) o properispomena (sulla penultima). Ci sono comunque molte particolarità e delle leggi che regolano l'accentazione per le parole della lingua greca.Francese In
francese, l'accento circonflesso può comparire su tutte le vocali. In certi casi, l'accento circonflesso indica una contrazione dovuta alla perdita di una < s > preconsonantica nel corso dei secoli: È curioso notare che molte parole della
lingua inglese, pur essendo derivate dal francese, non hanno perso la < s >. Ciò si spiega col fatto che la lingua francese fu importata in
Inghilterra all'epoca della
battaglia di Hastings (1066), ossia prima che sul continente il suono [s] iniziasse a scomparire davanti a consonante, tramutandosi in un allungamento compensatorio della vocale precedente. Tale allungamento vocalico scomparve a sua volta nel
XVIII secolo, parallelamente alla scomparsa grafica della < s > muta che fu rimpiazzata dall'accento circonflesso (introdotto nel 1740 dall'
Académie Française). Portoghese In
Portoghese < â > , < ê > e < ô > rappresentano vocali più chiuse di quando vengono segnate con Accento acuto (pronunciate rispettivamente , e ). Friulano In
friulano è utilizzato per indicare una vocale lunga con accento, si può trovare applicato a qualsiasi vocale: l'utilizzo è obbligatorio solo in alcuni casi (come nella coniugazione di alcuni tempi verbali), può essere invece omesso per la maggior parte delle vocali lunghe. Da precisare che nella pronuncia di alcuni dialetti le vocali lunghe sono sostituite da particolari dittonghi (ad es Amôr = "Amòur", oppure Nêf = "Nèif" ). Esperanto In
Esperanto le
consonanti con accento circonflesso (in Esperanto Ĉapelo) (ŝ , ĉ , ĵ , ĝ e ĥ ) sono vere lettere dell'alfabeto. Nella liste in ordine alfabetico sono inseriti immediatamente dopo la loro variante senza
Segno diacritico. Il
Fundamento de Esperanto suggerisce, quando non è possibile scriverli, di sostituirlo con la lettera h. Voci correlate
Ortografia portogheseEsperanto
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Immissione/emissione di dati.
Numero atomico: 8 Simbolo O Anno di scoperta 1774 Scopritore Joseph Priestly, Carl Wilhelm Scheele Origine del nome Dal greco: oxys e genes (generatore di acidi). Descrizione Incolore, inodore, insapore. Terzo elemento più abbondante nell'universo. E' il più abbondante della crosta terrestre. Costituisce il 21 % circa dell'aria atmosferica. Origine Si prepara per lo più dalla distillazione frazionata dell'aria liquida. Usi Usato nell'industria chimica ed in quella siderurgica (saldature). Utilizzato come gas medicinale.Massa atomica relativa 15.9994 uma Configurazione elettronica [He] 2s2 2p4 Valenza 2 Numeri di ossidazione - 2 Gusci 2,6 Elettronegatività 3.44 Stato di aggregazione a 25 °C Gas Struttura cristallina Cubica Energia di prima ionizzazione 13.6181 eV Energia di seconda ionizzazione 35.117 eV Energia di terza ionizzazione 54.934 eV Raggio atomico 0.65 Å Raggio covalente 0.73 Å Raggio ionico 1.40 (-2) Å Volume atomico 14.0 cm³/mol Calore specifico 0.92 J/gK Calore di vaporizzazione 3.4099 kJ/mol Calore di fusione 0.22259 kJ/mol Conducibilità elettrica - Conducibilità termica 0.0002674 W/cmK Temperatura di fusione -218.4°C Temperatura di ebollizione -182.962°C Densità a 293 K 0.001429 g/cm³