Il Golfo di Taranto è il tratto di mare compreso tra Punta Meliso di
Santa Maria di Leuca (
LE) e
Punta Alice. La linea di base che lo racchiude è lunga 60
miglia marine. Giuridicamente, il
golfo è definito "baia storica" dal Decreto presidenziale n. 816 del
26 aprile 1977 e pertanto l'
Italia lo ha sempre considerato come un mare interno facente parte delle acque territoriali sotto la completa
giurisdizione dello
stato. Il titolo storico posto a base del provvedimento italiano di chiusura del golfo, può essere individuato nel possesso dell'area da parte dei sovrani territoriali che si sono avvicendati nella zona, il cui esercizio fu reso possibile dalla conformazione del golfo, profondamente indentato tra la
Puglia e la
Calabria, e quindi controllabile dalle popolazioni locali in relazione alle loro esigenze di difesa e di sfruttamento economico. Esempio di tale possesso, è costituito dal trattato tra
Taranto e
Roma del
303 a.C. citato dallo storico
Appiano, che vietava ai Romani di entrare nel golfo oltrepassando
Capo Lacinio, la cui violazione da parte romana costituì nel
282 a.C. motivo di guerra tra le due città. L'esistenza di diritti di sfruttamento esclusivi è anche attestata da vari atti risalenti al periodo del Vicereame spagnolo del
Regno di Napoli, a partire dal
XVI secolo, ed al successivo
Regno delle Due Sicilie, con cui fu riconosciuta alla popolazione tarantina la
privativa della
pesca nel golfo assoggettandola al pagamento di tributi doganali. Durante la
I Guerra Mondiale, con Decreto legislativo del
24 agosto 1915 n. 1312, ne fu inoltre decretato il divieto di navigazione per ragioni militari.
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