Il genitivo è un
caso della declinazione di diverse lingue indoeuropee antiche e moderne. Esso viene normalmente usato per esprimere una specificazione, più precisamente un possesso: ad esempio, nella frase "il libro di Luigi è colorato" la parte in corsivo verrebbe espressa con il genitivo. In
latino il genitivo è normalmente usato a fianco del
nominativo per indicare a quale
declinazione appartiene il nome, come in rosa, rosae. Oltre che per il complemento di specificazione, in latino il genitivo viene usato per il complemento di colpa e di pena ("accusare di tradimento"), e per il complemento di stima e prezzo ("stimo molto Gaio"). Ancora oggi il genitivo latino viene usato in
astronomia per indicare la costellazione cui appartiene una stella, come in Alpha Centauri.In
italiano, come in genere nelle lingue romanze, non sono rimaste tracce di genitivo, a differenza ad esempio delle lingue di ceppo slavo; in
tedesco il genitivo ha una forma specifica in alcune istanze (declinazione dell'aggettivo, e nomi maschili singolari), e può venire usato dopo le preposizioni "anstatt" o "statt" (al posto di), "längs" (lungo), "wegen" (a causa di), "während" (durante) e "trotz" (nonostante), le ultime tre nelle forme arcaiche o nell'uso familiare appaiono talvolta col
dativo; in
inglese il genitivo non è generalmente utilizzato, se non nella forma possessiva chiamata genitivo sassone: "il libro di John" viene reso come "John's book". Nel caso la parola termini con "s", il genitivo sassone appare come un semplice apostrofo; "la musica dei Beatles" è "Beatles' music"; in
russo il genitivo, oltre ad avere funzione di specificazione, è usato, anche, come corrispondente italiano del partitivo ("vorrei dell'acqua"), nonché dopo i numerali.
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