Dithyramb
The dithyramb was originally an
ancient Greek hymn sung to the god
Dionysus. Its wild and ecstatic character was often contrasted with that of the
paean: just as Paean was both a hymn to and a title of
Apollo, Dithyrambos was also a title of Dionysus as well as a song in his honor. According to
Aristotle, the dithyramb was the origin of the
Ancient Greek theatre. Richard Bentley writes that the Dithyramb was an old Bacchic Hymn and too old to be dated.
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Dithyrambe
Dithyrambus
Der Dithyrambus (griechisch: διθύραμβος, Dithyrambos) war eine Gattung der antiken griechischen Chorlyrik, ein Hymnos zu Ehren des Gottes
Dionysos, vorgetragen im Rahmen der
Dionysien im Wechselgesang zwischen Chor und Vorsinger. Wie der Dionysos-Kult selbst könnte auch der Dithyrambus nicht-griechischen Ursprungs gewesen sein. In Griechenland wird er zunächst bei
Archilochos im
7. Jahrhundert v. Chr. bezeugt. Vermutlich entwickelte sich im 6. Jahrhundert v. Chr. aus dem Dithyrambus die antike
griechische Tragödie. Auch nach deren Entstehung bestand der Dithyrambus fort, etwa bei
Pindar oder
Bakchylides.
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Dytyramb
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Ditirambo
Il ditirambo (in greco διθύραμβος) era, nell'
antica Grecia, un inno cantato e danzato in onore del dio
Dioniso (presso i romani
Bacco). Si trattava di una composizione poetica corale, dove
poesia,
musica e
danza erano fusi insieme e tutti e tre indispensabili in ugual misura. Il ditirambo era una danza collettiva eseguita in circolo da cinquanta danzatori incoronati da ghirlande. Era una danza drammatica e rapida, nella quale il solista rappresentava lo stesso Dioniso, mentre i coreuti lo accompagnavano con lamentazioni e canti di giubilo. Il Ditirambo accompagnava anche i cortei (pompè) di cittadini mascherati che, in stato d'ebbrezza, inneggiavano a Dioniso suonando flauti e tamburi. il ditirambo infatti era costituito da cori accompagnati dal suono di questi strumenti; un suono cupo, poco melodico, ma di profonda potenza, furente, che accompagnava alla perfezione il corteo barcollante di uomini mascherati: alcune feste a Dioniso infatti presupponevano il totale mascheramento, con pelli di animali e grandi falli; le
Menadi, seguaci dirette del Dio, portavano il
Tirso, un bastone con in cima o un ricciolo di vite o una pesante pigna.
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