Si fa solitamente risalire la nascita dell'economia dei costi di transazione a Coase, ma questa teoria è diventata nota negli anni Ottanta per via del lavoro di Oliver Williamson. Mentre la microeconomia classica prende l'impresa come una scatola nera ("black box"), la teoria dei costi di transazione, assieme ad altre teorie nate già negli anni Cinquanta, nasce per cercare di capire come le imprese si organizzano al loro interno, ed in particolar modo si concentra sulla dualità tra gerarchia (l'attività viene svolta internamente ad un'impresa) e mercato (il mercato regola l'attività). I
costi si dividono in due categorie:i costi di produzione sono tutti quei costi legati all'effettuazione di un'attivitài costi di transazione sono tutti quei costi legati all'organizzazione di un'attività, e si dividono tra costi ex ante (prima della transazione) e costi ex post (dopo la transazione). Detto in altro modo, costi di transazione sono quei
costi, quantificabili o meno, che nascono quando nasce l' "ipotesi" di uno scambio, ed indicano sia lo sforzo dei contraenti per arrivare ad un
accordo, sia - una volta che l'accordo sia stato raggiunto - i
costi che insorgono per fare rispettare quanto stabilito.
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