Campionamento
Nella
teoria dei segnali il campionamento è una tecnica che consiste nel convertire un
segnale continuo nel tempo in un segnale discreto, valutandone l'ampiezza a intervalli di tempo regolari. In questo modo, a seguito di una successiva operazione di
quantizzazione e conversione, sia possibile ottenere una
stringa digitale (discreta nel tempo e nell'ampiezza) che approssimi quella continua originaria. In parole povere il campionamento consiste nell'andare a "sentire" il valore del segnale analogico in diversi istanti di tempo. Il tempo che intercorre tra una valutazione e l'altra si chiama periodo di campionamento. La frequenza di campionamento è l'inverso del periodo.
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campionamento (m)
n.
sampling, process of collecting specimens
CAMPIONAMENTO
digitalizzazione ripetuta ad intervalli regolari nel tempo. Lo scopo del campionamento è quello di archiviare in forma digitale e con la fedelta' necessaria tutte le informazioni relative ad un evento di tipo analogico che si svolge continuativamente nel tempo. Un esempio tipico di campionamento lo abbiamo sui CD: in essi i suoni sono rappresentati in formato digitale (sequenze di 0 e 1), digitalizzati ("fotografati") 44100 volte al secondo: questo processo si chiama appunto campionamento. Anche tutti i filmatini archiviati su file hanno subito il processo di campionamento dell'originale. Un caso particolare sono i cartoni animati: per la loro realizzazione vengono prima disegnati i "campioni", i quali, proiettati o trasmessi in rapida successione, generano il movimento: questo è esattamente il concetto di riproduzione di una grandezza campionata. Si parlava all'inizio di fedeltà: è infatti intuitivo che un campionamento troppo lento non puo' permettere di riprodurre adeguatamente il movimento (come nei cartoni animati di bassa qualità, nei quali sono realizzati pochi campioni per risparmiare, e che generano l'effetto di movimenti a scatti). La velocità di campionamento, infatti, deve essere strettamente correlata alla velocità del movimento o di cambiamento della grandezza da campionare, in modo da potere riprodurre il movimento in modo completo oppure sufficiente, a seconda delle esigenze: è infatti evidente che il processo di campionamento genera quantita' elevatissime di dati in quanto si tratta di una digitalizzazione ripetuta moltissime volte al secondo (per esempio: 44100 per i suoni, 25 o 50 per le immagini in movimento... ). Esiste uno studio, il Teorema del Campionamento di Shannon, che mette in relazione la velocità di campionamento e la velocità di cambiamento dell'evento da campionare, al fine di poter riprodurre con completezza tutti i cambiamenti, il quale afferma che fc = 2 * f ovvero che la freqenza di campionamento deve essere almeno doppia rispetto alla massima frequenza dell'evento da campionare (nel suono la massima frequenza udibile è 20 KHz ; per quanto riguarda film e immagini televisive, invece, i "campioni" esistono già e sono, rispettivamente, un fotogramma e un frame [schermata]); nella pratica comunque è sempre necessario effettuare campionamenti ad una frequenza un po' superiore a quella minima teorica.