Viene chiamata cabaletta la parte finale, quasi sempre in tempo rapido, di un
numero di un'
opera italiana strutturato secondo le convenzioni della prima metà del
XIX secolo.Essa costituisce la sezione conclusiva di una forma nota agli studiosi come solita forma. Il termine è riferito ad
arie e
duetti. Nei
concertati essa è invece definita stretta (termine che più in generale indica una sezione conclusiva in tempo accelerato) pur conservando la medesima struttura.La cabaletta è formata da un periodo musicale ripetuto due volte (talvolta tre nei duetti: una per personaggio e l'ultima a due voci), la seconda delle quali variata ad libitum dal cantante. Le due ripetizioni sono separate da un ritornello orchestrale che vede spesso la partecipazione del
coro o di pertichini. In caso di triplice ripetizione, tale ritornello si colloca tra la seconda e la terza. L'episodio è completato da una coda ad effetto (in genere una stretta) dalle sonorità fragorose, destinata a suscitare l'applauso.
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