WDM è l'
acronimo per Wavelength Division Multiplexing, un tipo di
multiplazione utilizzato nei sistemi di comunicazione ottica. Per modulare diversi canali su una stessa
fibra ottica si usano diverse portanti di differenti lunghezze d'onda, una per ogni canale, e per la singola portante si usa la modulazione di intensità. In questo modo è possibile sfruttare la grande banda ottica disponibile.Uno dei maggiori problemi che si riscontrano nell'utilizzo dei sistemi WDM è la Cross Phase Modulation, un effetto non lineare dovuto all'effetto Kerr. L'effetto Kerr provoca, infatti, l'assorbimento contemporaneo di due fotoni da parte del materiale. Questo assorbimento porta ad un aumento dell'energia degli
elettroni del materiale, che in seguito ritornano allo stato iniziale, emettendo un'altra coppia di
fotoni. L'energia di questi due fotoni può essere diversa da quella dei due assorbiti (la somma sarà ovviamente uguale), e quindi sarà diversa anche la lunghezza d'onda. In questo modo i fotoni vanno ad inserirsi in un altro canale, ad un'altra lunghezza d'onda, creando
rumore sul canale stesso. Ad oggi questo è il problema maggiore che limita lo sviluppo della tecnologia WDM.
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