I Saturnali (titolo originale: Saturnalia) sono un'opera letteraria di
Ambrogio Teodosio Macrobio, composta negli
anni 430.Sono divisi in sette libri dove dodici personaggi dell'
aristocrazia romana ed esponenti della classe senatoria della fine del
IV secolo dialogano con serena intimità conviviale di vari argomenti.La loro forma è quella del dialogo conviviale. S'immagina che durante le feste di
Saturno conversino su questioni dotte alcuni fra i più autorevoli eruduti del tempo (tra i quali vi è il giovane
Servio), riuniti a
Roma il primo giorno in casa di
Vettio Agorio Pretestato, gli altri due giorni in casa rispettivamente del nobile
Virio Nicomaco Flaviano e del senatore
Quinto Aurelio Simmaco. Gli argomenti sono molto vari: dal nome e dall'origine dei
Saturnali si passa a discutere degli antichissimi culti italici (libro I), poi di motti e sentenze celebri (libro II), uno dei quali sposterà la conversazione su
Publio Virgilio Marone. È questa la parte più ampia e interessante, e la più sentita (libro III-VI). Si discorre di passi difficili e controversi, della superiorità rispetto ad
Omero dei rapporti fra Eneide e poesia latina arcaica ecc. e si conclude con discussioni su gli insulti e su risposte a vari quesiti quale il famoso: è nato prima l’uovo o la gallina? (Ovumne prius fuerit an gallina?) (libro VII però incompleto). Assai raramente Macrobio accenna alle proprie fonti immediate , tra le quali furono senza dubbio
Aulo Gellio e
Plutarco, forse
Varrone. Macrobio fa largamente uso di citazioni indirette, tratte da repertori e antologie. Numerosi sono i frammenti di
Ennio, Varrone ed altri autori che si recuperano attraverso le sue citazioni. Sul piano della storia letteraria, i confronti addotti da Macrobio ci permettono di vedere come siano frequenti le reminiscenze dagli Annales di Ennio in Virgilio, e come l'arte di Virgilio abbia spesso gareggiato con il padre dell'epica latina nel rinnovare forme ed immagini omeriche.
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