[Immagine:Inscriptions grosse pierre Jelling.png|thumb|250px|Testo dell'iscrizione della Grande pietra di Jelling, Jelling, Danimarca, 965. Il testo recita:<br.>haraltr:kunukʀ:baþ:kaurua
« Harald Re fece fare »
kubl:þausi:aft:kurm faþur sin
« stele codesta per Gorm padre suo »
auk aft:þąurui:muþur:sina:sa
« e per Thyra madre sua, questo »
haraltr ias:s<ą>ʀ·uan·tanmaurk
« Harald che conquistò la Danimarca »
ala·auk·nuruiak <br.>
« intera e la Norvegia » <br.>
·auk·tani·<karþi·>kristną <br.>
« ed i danesi fece cristiani. »]]
L'alfabeto runico, detto "fuþark", dalla sequenza dei primi 6 segni che lo compongono (
*Fehu, *Uruz, *Þurisaz, *Ansuz, *Raido, *Kanuan), era l'
alfabeto segnico usato dalle antiche
popolazioni germaniche (come ad esempio
Angli,
Juti e
Goti). Il fuþark era inizialmente formato da 24 segni chiamati rune. Si conoscono evoluzioni successive del fuþark, diverse per numero e forma delle rune. La grafia delle singole rune, composte da linee rette, dipende dal fatto che spesso le incisioni erano effettuate su pietra, su legno, su superfici dure. I primi esempi alla fine del II secolo d.C. il nome anord. Ruun (o Rún) già nelle iscrizioni indica i singoli segni del fuþark ed è conservato nelle altre lingue germaniche antiche con il significato di "segreto". Le rune sono una delle più importanti istituzioni culturali e linguistiche comuni alle popolazioni germaniche. Va anche detto inoltre che le prime iscrizioni runiche (II e III secolo d.C.) ci mostrano una lingua essenzialmente unitaria, quasi senza particolarità dialettali che poi saranno i tratti distintivi delle lingue germaniche.
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