Fu uno dei più famosi filosofi e pensatori del
medioevo e per alcune idee considerato
eretico dalla Chiesa cattolica in base al
Concilio Lateranense II del 1139. Considerato un precursore della
Scolastica e fondatore del metodo
logico. Nel corso della sua vita si mosse da una città all'altra fondando scuole e dando così i primi impulsi alla diffusione del pensiero filosofico e scientifico. Conquistò masse di allievi grazie all'eccezionale abilità con cui padroneggiava la logica e la dialettica, e all'acume critico con cui analizzava la
Bibbia e i
Padri della Chiesa. Ebbe come temibile avversario
Bernardo di Chiaravalle, che non gli risparmiò le accuse di
eresie. Le sue idee religiose erano in effetti al di fuori della Dottrina cattolica e quindi furono condannate dai concili di Soisson (1121), e Sens (1140) in particolare per le sue opinioni sulla
Trinità. Tra i suoi principali allievi,
Arnaldo da Brescia,
Giovanni di Salisbury, segretario dell'arcivescovo
Thomas Becket,
Ottone di Frisinga, zio di
Federico I Barbarossa e grande letterato e Rolando Bandinelli, il futuro
Papa Alessandro III. Abelardo fu noto anche col soprannome di Golia: durante il Medioevo tale appellativo aveva la valenza di "demoniaco". Pare che Abelardo fosse particolarmente fiero di questo soprannome, guadagnato in relazione ai numerosi scandali di cui fu protagonista, tanto da firmare con esso alcune delle sue lettere. Celebre è la sua storia d'amore con
Eloisa, da molti considerato il primo esempio documentato di amore in chiave "moderna", come passione e dedizione assoluta e reciproca.
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