Il Parlamento europeo, eletto ogni cinque anni a suffragio universale diretto, è l'espressione democratica dei cittadini europei. Esso svolge tre funzioni essenziali: - insieme al Consiglio, svolge una funzione legislativa consistente nell'adozione delle leggi europee (direttive, regolamenti, decisioni). - condivide con il Consiglio il potere di bilancio e può modificare le spese comunitarie. Adotta definitivamente il bilancio nella sua completezza. - esercita un controllo democratico sulla Commissione. Approva la designazione dei suoi membri e ha il potere di censura. Inoltre, svolge un controllo politico su tutte le istituzioni
Il Parlamento europeo riunisce i rappresentanti dei 370 milioni di cittadini dell'Unione europea. Dal 1979 i parlamentari sono eletti a suffragio universale diretto. I seggi sono attualmente 626, ripartiti tra gli Stati membri in funzione della consistenza delle rispettive popolazioni.
Le principali funzioni del Parlamento europeo sono le seguenti:
esamina le proposte della Commissione ed è associato al Consiglio nel processo legislativo, anche in qualità di colegislatore, secondo modalità differenti (procedura di codecisione, di cooperazione, parere conforme, parere semplice...);
esercita un potere di controllo sulle attività dell'Unione attraverso l'investitura della Commissione europea (e la facoltà di censurarla), nonché attraverso interrogazioni scritte od orali che può rivolgere alla Commissione e al Consiglio;
condivide con il Consiglio il potere di bilancio: il Parlamento vota il bilancio annuale, lo rende esecutivo attraverso la firma del Presidente del Parlamento e ne controlla l'esecuzione.
Il Parlamento europeo nomina inoltre il mediatore europeo, che ha il compito di ricevere i reclami dei cittadini dell'Unione riguardanti casi di cattiva amministrazione nell'operato delle istituzioni o degli organi comunitari. Può infine creare commissioni temporanee d'inchiesta, la cui competenza non si limita all'attività delle istituzioni comunitarie, ma può essere estesa anche all'operato degli Stati membri nell'attuazione delle politiche comunitarie.
Il trattato di Amsterdam ha semplificato le procedure legislative, arrivando quasi a sopprimere la procedura di cooperazione (che continua ad applicarsi solo a pochi casi inerenti all'Unione economica e monetaria) e prevedendo una considerevole estensione del campo di applicazione della procedura di codecisione.
Anche il trattato di Nizza, entrato in vigore il 1° febbraio 2003, ha rafforzato il ruolo di colegislatore del Parlamento, grazie all'estensione della procedura di codecisione. Il trattato ha inoltre accordato al Parlamento il diritto di presentare ricorso alla Corte di giustizia delle Comunità europee alle stesse condizioni previste per le altre istituzioni.
In vista dell'allargamento, il trattato di Nizza ha anche fissato il numero massimo dei deputati a 732 a partire dalle prossime elezioni che si svolgeranno nel giugno 2004 (il trattato di Amsterdam aveva fissato il numero dei deputati a 700). È anche prevista una nuova ripartizione dei seggi tra gli Stati membri (che perdono 91 seggi) e i paesi candidati, a partire dalla data della loro adesione: la nuova ripartizione è frutto di un compromesso tra realtà demografica e uguaglianza degli Stati membri raggiunto grazie al rispetto del principio della "rappresentanza adeguata dei popoli".
Cfr.:
Allargamento
Deficit democratico
Investitura della Commissione europea
Mediatore europeo
Parlamenti nazionali
Procedura del parere conforme
Procedura del parere semplice (procedura di consultazione)
Procedura di codecisione
Procedura di cooperazione
Procedura elettorale uniforme, statuto dei deputati europei e dei partiti politici europei