Appena salito al trono, attaccò con un gruppo di cavalieri l'isola di
Grado, dove risiedeva il
patriarca cattolico che si opponeva a quello
tricapitolino di
Aquileia, depredò l'isola e riportò ad Aquileia i tesori del patriarcato.Quando, alla fine del 662 o all'inizio del 663, re
Grimoaldo, figlio del predecessore di Lupo
Gisulfo II, partì per
Benevento, affidò al duca il suo palazzo a
Pavia. Qui Lupo si comportò "con insolenza" (riporta
Paolo Diacono nella sua
Historia Langobardorum) pensando che il re non sarebbe rientrato dalla spedizione nella
Langobardia Minor. Al ritorno di Grimoaldo, invece, Lupo fu costretto a rientrare a
Cividale, dove si ribellò al re. Il sovrano, restio a scatenare una guerra civile, chiese al re degli
Avaridi attaccare il ducato ribelle; la battaglia durò quattro giorni e terminò con l'uccisione di Lupo. Alla successione al trono ducale aspirò inutilmente suo figlio
Arnefrido.
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