Contadino autodidatta, fu il primo linguista di rilievo a portare avanti con forza, attraverso studi filologici e grammaticali, la necessità di valorizzare quella lingua paesana che a suo dire doveva rappresentare una norma scritta basata sulla parlata della classe contadina della
Norvegia, specialmente quella della parte occidentale del paese. Sempre nell'ottica di propugnazione di questa forma di scrittura fu lui a darle il nome di
landsmal (che dal 1929 prese il nome di nynorsk): il termine significava "lingua popolare", secondo le concezioni dell'ideologia
romantica che Aasen abbracciava. La lotta a favore del landsmal fu accompagnata da una critica, ispirata anche da un forte spirito
nazionalistico, al dano-norvegese.
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