Ibn Khaldūn, il cui nome completo è Walī al-Dīn ʿAbd al-Raḥmān ibn Muḥammad ibn Muḥammad ibn Abī Bakr Muḥammad ibn al-Ḥasan al-Ḥaḍramī ( ولي الدين عبد الرحمن بن محمد بن محمد بن أبي بكر محمد بن الحسن الحضرمي'''), nacque a
Tunisi il
27 maggio 1332 e morì al
Cairo il
19 marzo 1406, equivalenti al 1 Ramadān 732 - 26 Ramadān 808. Fu il massimo
storico e
filosofo del
Nordafrica, e viene considerato un
sociologo ante litteram delle società
araba,
berbera e
persiana. Ha introdotto la nozione di storia ciclica fondata su fattori profani generati dalla naturale tendenza ad indebolirsi delle generazioni sedentarizzate, eredi dei conquistatori nomadi, tascinate però in un ciclo inesorabile di decadenza ad opera della ricchezza e dal modo di vita urbano. Molto apprezzato in Occidente per la modernità delle sue concezioni (ma anche per essere stato tradotta la sua opera fin dal XVIII secolo), ha invece avuto un impatto più modesto sulla
cultura e sul pensiero arabo-islamico.
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