I

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BabylonEnglish Italian Dictionaryscarica questo dizionario
i
s. i, I, nona lettera dell'alfabeto inglese
 
I
s. io (pronome personale inglese di prima persona)
 
s. numero 1 nei numerali romani
 
s. (giapp.) I, "cinghiale"; segno zodiacale cinese
 
one
pron. uno solo, stesso


Wikipedia Italiano L'enciclopedia liberascarica questo dizionario
I
I è la nona lettera dell'alfabeto italiano. Il simbolo può anche rappresentare la lettera iota dell'alfabeto greco o la vocale anteriore alta nell'alfabeto fonetico internazionale.
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Accento
Con accento ci si può riferire a: accento (linguistica), se vuoi approfondire il concetto di accento nella linguistica accento grafico, se t'interessa l'accento come segno grafico pronuncia, se ti interessa l'accento come inflessione data alla pronuncia delle paroleaccento (musica), se intendi un segno che indica di emettere una nota con più forza o con un attacco deciso o alla caratteristica di un suono di essere più importante degli altri
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Accento circonflesso
L'accento circonflesso (dal latino: circumflexus, ossia "piegato a cerchio") è un segno diacritico utilizzato in varie lingue. Graficamente consiste in un tettuccio posto in cima alla lettera (nel caso della prende il posto del puntino). In italiano è usato sempre più raramente, al contrario della lingua francese.L'accento circonflesso nella lingua italiana In italiano, salvi i casi di distinzione di parole omografe, l'accento circonflesso è utilizzato sempre più raramente e appare solamente in ambiti letterari o specialistici (es. diritto), caratterizzati da un linguaggio più "conservatore". In ambiti redazionali è addirittura sconsigliato; al contrario, se utilizzato con moderazione e secondo le regole ad esso proprie, può essere indice di maggiore raffinatezza espressiva e padronanza della lingua italiana.Ieri Anticamente l'accento circonflesso poteva essere posto su qualsiasi vocale (â, ê, î, ô, û) e contrassegnava le forme contratte, tipiche del linguaggio poetico, dovute all'elisione una sillaba per ragioni di metrica: fûro (furono), fêro (fecero), amâro (amarono), tôrre (togliere), côrre (cogliere), finîro (finirono). Oggi Oggigiorno l'accento circonflesso (che non è mai obbligatorio) può indicare la contrazione di due vocali uguali (purché non toniche) che si seguono e può essere applicato solamente al caso della terminazione -ii, che contraddistingue il plurale delle parole terminanti nella forma atona -io (es. serio → seri o serî ); in questo caso viene adoperato il grafema < î >. Non è viceversa consentito applicare l'accento circonflesso ai plurali femminili atoni in -ee (es. fulminea → fulminee e non *fulminê ), né tantomeno ai plurali tonici di qualunque genere (es. calpestio → calpestii e non *calpestî; ninfea → ninfee e non *ninfê ). L'accento circonflesso sottostà a delle regole ben precise, riassumibili come segue:-io preceduto da una consonante 1) L'accento circonflesso può essere segnato se la terminazione -io è preceduta da una singola consonante: Se però questa consonante è una gn, gl, sc, c dolce o g dolce (ossia , , , e secondo l'alfabeto fonetico internazionale), l'accento circonflesso non deve essere utilizzato in quanto la che segue queste consonanti ha un valore puramente ortografico (indica rispettivamente la pronuncia palatale o dolce).-io preceduto da più consonanti 2) L'accento circonflesso non va segnato se la terminazione -io è preceduta da più consonanti, uguali o diverse: Può essere invece utilizzato in presenza dell'unione tra una consonante liquida (l, r) ed una occlusiva (t, d, p, b, c dura, g dura):-io preceduto da vocale In questo caso l'accento circonflesso non è ammesso.Casi pratici Se queste sono le possibilità teoriche di impiego dell'accento circonflesso, di fatto nessuno ne fa uso perché di norma non ci sono possibilità di fraintendimento. Vi sono però dei casi particolari di sostantivi divenuti, per uso comune, omografi al plurale:àrbitro e arbìtrioassassìno e assassìniocondòmino e condomìnioconservatóre e conservatòrio (lo stesso schema vale per direttore/direttorio, osservatore/osservatorio ecc.)dèmone e demòniomìcrobo e micròbioomicìda e omicìdioprèside e presìdioprìncipe e princìpio. In tutti questi casi, l'uso dell'accento circonflesso può costituire un valido ausilio per suggerire l'esatta pronuncia. Se quindi "principi" crea dubbi in ordine alla pronuncia, scrivendo "principî " risulta assolutamente chiaro che la parola è piana (princìpi), in quanto plurale di "principio"; del pari, lo stesso accento può suggerire la corretta pronuncia del titolo del romanzo di Dostoevskij "I demonî ", che si pronuncia demòni e non dèmoni. Ma neppure in questi casi di aperta ambiguità l'accento circonflesso è insostituibile, in quanto si può benissimo ricorrere al digramma < ii > (presidii, principii), oppure segnare semplicemente l'accento tonico (presìdi, princìpi). Completamente estinta è invece la forma in < j > (presidj, principj).Altre lingue Greco antico L'accento circonflesso, nel greco antico, può comparire soltanto in una vocale lunga dell'ultima o della penultima sillaba di un qualsiasi vocabolo (ma in tal caso l'ultima sillaba, per la regola del trocheo finale, deve essere breve). In base alla posizione di quest'accento, una parola è detta perispomena (sull'ultima sillaba) o properispomena (sulla penultima). Ci sono comunque molte particolarità e delle leggi che regolano l'accentazione per le parole della lingua greca.Francese In francese, l'accento circonflesso può comparire su tutte le vocali. In certi casi, l'accento circonflesso indica una contrazione dovuta alla perdita di una < s > preconsonantica nel corso dei secoli: È curioso notare che molte parole della lingua inglese, pur essendo derivate dal francese, non hanno perso la < s >. Ciò si spiega col fatto che la lingua francese fu importata in Inghilterra all'epoca della battaglia di Hastings (1066), ossia prima che sul continente il suono [s] iniziasse a scomparire davanti a consonante, tramutandosi in un allungamento compensatorio della vocale precedente. Tale allungamento vocalico scomparve a sua volta nel XVIII secolo, parallelamente alla scomparsa grafica della < s > muta che fu rimpiazzata dall'accento circonflesso (introdotto nel 1740 dall'Académie Française). Portoghese In Portoghese < â > , < ê > e < ô > rappresentano vocali più chiuse di quando vengono segnate con Accento acuto (pronunciate rispettivamente , e ). Friulano In friulano è utilizzato per indicare una vocale lunga con accento, si può trovare applicato a qualsiasi vocale: l'utilizzo è obbligatorio solo in alcuni casi (come nella coniugazione di alcuni tempi verbali), può essere invece omesso per la maggior parte delle vocali lunghe. Da precisare che nella pronuncia di alcuni dialetti le vocali lunghe sono sostituite da particolari dittonghi (ad es Amôr = "Amòur", oppure Nêf = "Nèif" ). Esperanto In Esperanto le consonanti con accento circonflesso (in Esperanto Ĉapelo) (ŝ , ĉ , ĵ , ĝ e ĥ ) sono vere lettere dell'alfabeto. Nella liste in ordine alfabetico sono inseriti immediatamente dopo la loro variante senza Segno diacritico. Il Fundamento de Esperanto suggerisce, quando non è possibile scriverli, di sostituirlo con la lettera h. Voci correlate Ortografia portogheseEsperanto
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Lettere i e i in lingua turca
L'alfabeto turco, una variante dell'alfabeto latino, include due versioni della lettera I: la i con il puntino (in maiuscolo İ) e la ı senza puntino (in maiuscolo I). La stessa particolarità si ritrova nell'alfabeto usato per l'azero, il tataro e il tataro di Crimea.La i con il puntino è la vocale anteriore alta non arrotondata [i], presente anche in italiano. In scrittura le lettere ı e i si distinguono dal puntino anche se maiuscole, quindi la i maiuscola uguale a quella italiana deve avere un piccolo puntino in alto (come nella grafia corretta di İstanbul).La ı senza puntino è la vocale posteriore alta non arrotondata [ə] (schwa), un suono gutturale a metà strada fra una u e una o usato in italiano quando i bambini pronunciano le consonanti senza vocale. Se proviamo a pronunciare come due sillabe separate la t e la r della parola tra, per esempio, stiamo leggendo tıra'.
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Parte immaginaria
In matematica, la parte immaginaria di un numero complesso  è il secondo elemento della coppia ordinata di numeri reali che rappresentano secondo le usuali notazioni per i numeri complessi. Più precisamente, se o, equivalentemente, , la parte immaginaria di è . La parte immaginaria di z è indicata con la scrittura o . In termini di complesso coniugato , la parte immaginaria di z è uguale a .
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Glossario di Internet e Informaticascarica questo dizionario
I/O
Immissione/emissione di dati.


Tavola Periodica degli Elementi Dizionarioscarica questo dizionario
IODIO
Numero atomico: 53 Simbolo I Anno di scoperta 1811 Scopritore Bernard Courtois Origine del nome Dal greco: iôeides ( violetto ).. Descrizione Aspetto nonmetallico, grigio scuro. Sublima in un gas violetto, dall'odore irritante. Origine Si estrae da sali ( ioduri ) di sodio e potassio, presenti come minerali o nell'acqua di mare. Usi Usato farmacologia ( antisettico ), nell'industria chimica come colorante. L'isotopo 131I è usato in radiologia come mezzo di contrasto per i raggi X.Massa atomica relativa 126.90447 uma Configurazione elettronica [Kr] 4d10 5s2 5p5 Valenza 1, 5, 7 Numeri di ossidazione ±1, +5, +7 Gusci 2,8,18,18,7 Elettronegatività 2.66 Stato di aggregazione a 25 °C Solido Struttura cristallina Ortorombico Energia di prima ionizzazione 10.4513 eV Energia di seconda ionizzazione 19.131 eV Energia di terza ionizzazione 33.0 eV Raggio atomico 1.32 Å Raggio covalente 1.33 Å Raggio ionico 2.20 (-1) Å Volume atomico 25.74 cm³/mol Calore specifico 0.214 J/gK Calore di vaporizzazione 20.752 kJ/mol Calore di fusione 7.824 kJ/mol Conducibilità elettrica 8.0-16 · 106/cm · ohm Conducibilità termica 0.00449 W/cmK Temperatura di fusione 113.5°C Temperatura di ebollizione 184.35°C a 35 atm Densità a 293 K 4.93 g/cm³


Dizionario inglese-italiano 1.0.012scarica questo dizionario
I
IO. I. UNO [NUMERI ROMANI]. ME. ISLAND. ISLE

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