Durante il suo regno, fu visto dai contemporanei come il tipico rappresentante del "dispotismo illuminato" e come imperatore continuò l'opera della madre secondo i principi del
giurisdizionalismo. La sua politica ecclesiastica si ispirava al
febronianesimo e fu chiamata Giuseppinismo. Con essa, l'imperatore intendeva unificare nelle mani dello
Stato i poteri sul
clero nazionale, sottraendoli al
papa e ai suoi rappresentanti, i
nunzi apostolici. Durante il regno di Giuseppe d'Asburgo furono soppressi i
conventi mentre furono ridotti di numero gli ordini contemplativi e religiosi. I conventi chiusi furono almeno 700 e i religiosi passarono da 65.000 a 27.000. Nello stesso tempo l'imperatore promosse la creazione di
seminari statali per istruire tutto il clero e di collegi, come il
Collegio Cairoli.
Per saperne di più visita Wikipedia.org...