Nel 1876 lasciò l'
Irlanda per
Londra, dove approdò squattrinato ma armato di tante idee che più tardi scossero le acque stagnanti della società vittoriana dell'epoca. Tra il 1879 e il 1883 scrisse i romanzi:Cashel's Byron Profession (1886; Cashel Byron, Milano, 1929);An unsocial socialist (Un socialista asociale, 1887);Love among the artist (Amore fra gli artisti, 1900);The irrational knot (Il vincolo irrazionali, 1905);Immaturity (1930); apparsi tutti a puntate su giornali e riviste ma puntualmente rifiutati dagli editori. In questi anni la lettura del Capitale di
Karl Marx lo fece aderire al
socialismo, mentre nel 1885 divenne critico letterario della Pall Mall Gazette, l'anno seguente critico d'arte per The World e nel triennio 1888-1890 fece anche il critico musicale per The Star, affermandosi come uno dei migliori del tempo. Si dedicò successivamente al teatro, dapprima come critico per la Saturday Review (gli articoli, in polemica con i pregiudizi e le convenzioni del teatro inglese, sono stati raccolti in Dramatic opinions and essays, Saggi ed opinioni drammatiche, 1907) e poi come saggista con The quintessence of ibsenism (1891; La quintessenza dell'Ibsenismo, Milano, 1928), in cui si faceva sostenitore del teatro d'idee di
Henrik Ibsen, puntualizzando contemporaneamente la sua concezione di teatro. Anche gli altri scritti di carattere saggistico affrontano, con passione polemica e argomentazioni talora paradossali, una serie di problemi politici, sociali ed artistici.
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