Biografia Era figlio di Giovanni Domenico, scalpellino, e di Anastasia Garovo. Iniziata la carriera di intagliatore di pietre, si trasferì ancora giovane a
Milano per studiare la città e ricevere un apprendimento tecnico-artigianale nel cantiere del
Duomo. Al suo arrivo a
Roma, nel 1619, troviamo al cognome Castelli l'aggiunta del nome Boromino o Boromini, interpretato da alcuni come un omaggio alla famiglia Borromeo dai cui feudi egli proveniva e insieme una maniera per differenziarsi dai numerosi Castelli presenti a
Roma; iniziò a lavorare quale primo assistente per
Carlo Maderno, suo parente alla lontana, nei suoi cantieri della
Basilica di San Pietro, di
Sant'Andrea della Valle e di
Palazzo Barberini. Alla morte del
Maderno le sue attese di venir nominato architetto delle fabbriche portate avanti da questi venne disatteso con la nomina a tale ruolo di
Giovan Lorenzo Bernini il quale, acerbo allora di architettura, lo confermò quale primo assistente delegandogli di fatto la resa progettuale e strutturale delle proprie idee e disegni, collaborazione che possiamo ammirare nel corpus di disegni relativi a
Palazzo Barberini, in cui si vede la stretta simbiosi tra i due, pur riuscendo sempre a identificare l'opera dell'uno e dell'altro. Capolavoro in questo palazzo è l'elegante
[1], scalone elicoidale, in cui l'esempio del
Sangallo a
Caprarola e di Mascherino nel
Palazzo del Quirinale viene sviluppato con un nuovo virtuosismo formale, riscontrabile in particolari quali lo schiacciamento della balaustrata nella sua progressione verso l'alto..
Per saperne di più visita Wikipedia.org...