Nel linguaggio comune, il turpiloquio è un modo di parlare volgare, offensivo e irriverente, utilizzato per mostrare disappunto verso qualcosa o qualcuno. Può consistere nell'utilizzo di imprecazioni,
parolacce e
bestemmie, usate anche come intercalare. In
diritto, il turpiloquio è un illecito amministrativo. L'articolo 726 del
codice penale prevede che commette turpiloquio chi in luogo pubblico o in luogo aperto al pubblico usa un linguaggio contrario alla pubblica decenza. La pena prevista è una
sanzione amministrativa di 300 euro. Il reato di turpiloquio è stato depenalizzato con la
legge 25 giugno 1999, n. 205.
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