Evangelista Torricelli (ur.
15 października 1608 w
Faenzy, zm.
25 października 1647),
Włoski fizyk i
matematyk.Jako młody chłopak Torricelli został oddany pod naukową opiekę wuja, który był mnichem w zakonie
kamedułów. Dzięki jego staraniom wyjechał w 1627 roku do
Rzymu studiować nauki pod kierunkiem
benedyktyna Benedetto Castellego, profesora matematyki w tamtejszym Collegio di Sapienza.Studia nad traktatem
Galileusza Discorsi e dimostrazioni matematiche intorno a due nuove scienze (Dialogi i dowodzenia matematyczne z zakresu nowych umiejętności) nasunęły mu pomysł udoskonalenia wielu przedstawionych tam urządzeń – zebrał je wszystkie w księdze De motu (O ruchu), wydanej razem z jego Opera geometrica (Dzieła matematyczne) w 1644.
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Notizie biografiche Evangelista Torricelli nacque a Roma il 15 ottobre del 1608. Analisi compiute dallo studioso Giussppe Bertoni (Faenza 1910-1993). Era figlio di Gaspare Ruberti (muratore originario di Bertinoro, in Romagna) e di Giacoma Torricelli (nata a Faenza da una famiglia benestante) di cui assunse il cognome. Venne inviato bambino a Faenza presso lo zio materno, Alessandro Torricelli, don Jacopo monaco camaldolese, che curò la sua educazione primaria. Frequentò poi la scuola dei Gesuiti tra il 1624 e il 1625 e fu iniziato agli studi di matematica, che approfondì studiando a Roma sotto la guida di
Benedetto Castelli (1577-1644), padre
benedettino, rinomato professore di matematica ed idraulica al Collegio della Sapienza, e illustre discepolo di Galileo. L'
11 settembre del 1632 Evangelista Torricelli scrisse a
Galileo Galilei una lettera di risposta a sue richieste a Benedetto Castelli, che assente in quei giorni aveva lasciato allo studente il compito di segretario; in tale lettera Torricelli colse l'occasione per presentarsi a Galileo, che egli ammirava grandemente come cultore di astronomia e di matematica. Il vivere da vicino le vicende del processo a Galileo indusse Torricelli a dedicarsi più strettamente alla matematica nonostante padroneggiasse gli strumenti teorici e fosse un abile costruttore di cannocchiali. Negli anni dal 1632 al 1641 egli lavorò e studiò a Roma con padre Castelli e poi divenne segretario di Giovanni Battista Ciampoli, un alto prelato e intellettuale devoto a Galileo, che Torricelli seguì nei suoi incarichi governativi nelle Marche e nell’Umbria. Nel 1641 Castelli presentò a Galileo, nel suo ritiro ad
Arcetri, il manoscritto dell'opera di Torricelli dal titolo De motu gravium suggerendogli di impiegarlo come discepolo e assistente. Così fu e il
10 ottobre 1641 Torricelli divenne assistente di Galileo, assieme a
Vincenzo Viviani, e su domanda e insistenza di Galilei si trasferì nella sua abitazione. Galileo morì pochi mesi dopo (
8 gennaio 1642). Alla sua morte, il Granduca
Ferdinando II de' Medici nominò Torricelli suo successore come matematico della corte e divenne professore di matematica presso l'
Accademia fiorentina. Oltre all’attività di matematico e studioso di
Geometria, nel corso della quale elaborò diversi importanti teoremi e anticipò il
Calcolo infinitesimale, egli si dedicò alla
Fisica, studiando il moto dei gravi e dei fluidi e approfondendo l’
Ottica. Possedeva un laboratorio nel quale realizzava lenti e telescopi di sua fabbricazione. Purtroppo, a causa della sua prematura scomparsa, non conosciamo i particolari del processo originale di lavorazione, poiché lo scienziato lo aveva coperto da segreto. Egli si dedicò anche allo studio dei fluidi, giungendo ad inventare il
barometro a mercurio chiamato "tubo di Torricelli" o "tubo da vuoto di Torricelli" prima della fine del 1600. Nello stesso 1644 pubblicò l'opera in tre parti dal titolo Opera geometrica, della quale De motu gravium costituisce la seconda parte. Torricelli morì a Firenze a soli 39 anni, pochi giorni dopo aver contratto probabilmente
febbre tifoidea, e venne sepolto nella basilica di San Lorenzo.
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