Il termine conferenza intergovernativa (CIG) indica una trattativa tra i governi degli Stati membri che si svolge con l'obiettivo di apportare modifiche ai trattati. Questo tipo di conferenze svolge un ruolo fondamentale negli sforzi di integrazione europea, dal momento che ogni cambiamento istituzionale dev'essere il frutto dei negoziati cui esse danno luogo.
Le conferenze sono aperte, su iniziativa di uno Stato membro o della Commissione, dal Consiglio dei ministri, che delibera a maggioranza semplice in seguito a consultazione del Parlamento europeo e, se del caso, della Commissione.
I lavori preparatori sono affidati a un gruppo composto da un rappresentante di governo per ciascuno Stato membro, cui tradizionalmente si è sempre aggiunto un rappresentante della Commissione. Il Parlamento europeo è associato da vicino a tutti i lavori, grazie alla presenza di osservatori e a scambi di vedute cui partecipa il presidente del Parlamento. Il gruppo riferisce regolarmente al Consiglio Affari generali. Le decisioni finali sono adottate, nel corso di un Consiglio europeo, dai capi di Stato e di governo.
Le CIG più importanti di questi ultimi anni hanno portato alla conclusione dei seguenti trattati:
Atto unico europeo (1986): introduzione dei cambiamenti necessari per portare a termine la realizzazione del mercato interno entro il 1° gennaio 1993;
trattato di Maastricht (1992): il trattato sull'Unione europea è stato negoziato in due CIG distinte, una riguardava l'unione economica e monetaria (UEM), mentre l'altra, sull'unione politica, ha istituito la politica estera e di sicurezza comune (PESC) e la cooperazione nel settore della giustizia e degli affari interni (GAI);
trattato di Amsterdam (1997): è il risultato della CIG aperta nel marzo 1996 in occasione del Consiglio europeo di Torino. Tale conferenza aveva il compito di rivedere le disposizioni del trattato di Maastricht la cui attuazione risultava problematica, nonché di preparare il futuro allargamento.
Poiché il trattato di Amsterdam non ha introdotto tutte le riforme istituzionali necessarie per garantire il buon funzionamento delle istituzioni una volta effettuato l'allargamento, il Consiglio europeo di Colonia (3-4 giugno 1999) ha convocato una nuova CIG per il 2000. Quest'ultima aveva il compito di trattare delle questioni conosciute col termine di "residui di Amsterdam", vale a dire:
le dimensioni e la composizione della Commissione europea;
la ponderazione dei voti nell'ambito del Consiglio;
l'eventuale estensione del voto a maggioranza qualificata nell'ambito del Consiglio.
Il Consiglio europeo di Santa Maria da Feira del giugno 2000 ha ampliato il campo della CIG per comprendervi la cooperazione rafforzata.
La nuova CIG è stata lanciata il 15 febbraio 2000 dopo consultazione formale della Commissione e del Parlamento europeo, e si è conclusa col Consiglio europeo di Nizza (7-10 dicembre 2000), per dare alla luce il trattato omonimo firmato il 26 febbraio 2001.
Una dichiarazione sull'avvenire dell'Unione allegata al trattato di Nizza prevede lo svolgimento di una nuova CIG nel 2004, preceduta da un ampio dibattito pubblico e preparata da una Convenzione sulla riforma istituzionale. Quest'ultima, istituita dal Consiglio europeo di Laeken del dicembre 2001, dovrebbe presentare nel giugno 2003 il risultato dei propri lavori, che servirà da punto di partenza dei negoziati in sede di CIG.
Cfr.:
Commissione europea
Consiglio dell'Unione europea
Convenzione europea
Dibattito sull'avvenire dell'Unione europea
Dichiarazione di Laeken
Parlamento europeo
Trattato di Amsterdam
Trattato di Nizza
con tale termine si indica la conferenza in cui si riuniscono i governi degli Stati membri dell'UE per modificare i trattati dell'Unione europea. L'ultima CIG è stata convocata nel 2003, con il compito di fondere tutti i trattati attuali in un unico trattato semplificato (o "costituzione") che definisca gli obiettivi e le politiche dell'UE e le competenze di ciascuno. La CIG non ha finora trovato un accordo sul nuovo testo, e dovrà quindi proseguire i suoi lavori.