Studiò germanistica a
Jena e
Lipsia e nel 1949 entrò a far parte del
Partito di Unità Socialista di Germania. Nel 1951 sposò lo scrittore Gerhard Wolf. Dal 1962 lavorò come libera scrittrice e presto divenne conosciuta in tutto il mondo per il suo romanzo Il cielo diviso (Der geteilte Himmel), che tratta la problematica della divisione della
Germania. Nel 1963 le fu assegnato il premio Heinrich Mann e nel 1964 il romanzo fu ridotto per il cinema dal
regista Konrad Wolf. Negli anni seguenti uscirono diverse nuove opere di Christa Wolf, tra le quali le più famose sono: Riflessioni su Christa T. (Nachdenken über Christa T.), Kassandra e Medea: voci (Medea Stimmen). Come
Wolf Biermann, anche Christa Wolf era una convinta
socialista e ha giocato un ruolo attivo all'interno della vita politica del suo paese e nel
Partito. Sebbene talvolta si dimostrasse critica nei confronti del Governo (ha fortemente protestato contro la privazione della cittadinanza per Wolf Biermann), non ha mai posto in discussione l'ideologia marxista. Per questo viene duramente criticata in Germania. Famoso il suo appello ai concittadini della
Repubblica Democratica Tedesca (DDR) pronunciato l'
8 novembre 1989, affinché non lasciassero la patria. Quando la DDR aprì i confini con la
Cecoslovacchia il
3 novembre del 1989 molti cittadini avevano lasciato la Germania dell'Est, rientrando nell'Ovest. La fuga di massa è pericolosa per il regime. Nel notiziario serale della
televisione est-tedesca Christa Wolf si rivolge con un penetrante appello agli uomini della DDR.
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