Calci è un comune di 6.004 abitanti della
provincia di Pisa, a 10 km dalla città capoluogo,e a meno di 20 km. da Lucca. Già compreso nella Comunità di Pisa a seguito del riordinamento del Granducato di Toscana del 1776, e Comune di Pisa nei primi anni del Regno d'Italia (1861-1866), dal 1867 è Comune autonomo, e dal 1884, dopo l'annessione delle frazioni di Montemagno e Rezzano già appartenute al Comune di Vicopisano, conserva inalterato il proprio territorio di giurisdizione, coincidente con la Valle Graziosa, e le due valli laterali e contigue di Crespignano e Vicascio (Val di Vico), per un superficie di poco superiore ai 25 km2 e per uno sviluppo altitudinale compreso fra i 4 metri s.l.m. e i 917 m s.l.m. della sommità di Cima alla Taneta (comunemente detta Monte Serra, il rilievo più alto del Monte Pisano) Nella
toponomastica comune, l'origine del nome di Calci è erroneamente attribuito a calx, calcis, ossia calce, largamente presente nelle cave di pietra poste lungo la costa del lungomonte, ma non nel territorio comunale di Calci,la cui struttura geologica è molto più antica e di natura assolutamente opposta (silicea). Il locus Calcis è la primitiva attribuzione onomastica della vallata, di etimo latino (calceum, per piede o tallone del monte) o addirittura greco, rilevata in rogiti e documenti risalenti all'XI e X secolo, ad essa preesistendo toponimi di etimo latino, quali "Rethianus" (l'odierna Rezzano)e Vicus Cassii, divenuto Vicascio (oggi sostituito dal più recente toponimo di "La Gabella"). Calci è un insieme di borghi, dei quali residuano oggi le più antiche frazioni, che comincia a svilupparsi in epoca repubblicana (XII-XIV secolo) distribuendo i propri insediamenti lungo il corso dei torrenti principali (le Zambre), da esse attingendo acqua per l'attività conciaria e per l'alimentazione delle ruote idrauliche, utili a muovere mulini e magli. Baricentro della vallata è la pieve, in puro stile romanico-pisano. In epoca moderna attorno ad essa si forma l'aggregato urbano più importante, che prende il nome della chiesa - LA PIEVE - e che diventa la frazione capoluogo. I borghi originari,condizionati dall'attività agropastorale, non hanno avuto sviluppo o sono scomparsi, mentre ,a partire dal 1500, il paese letteralmente si modella intorno al corso del più importante dei torrenti, per uno sviluppo di quasui tre chilometri, sui quali operavano, alla fine del XIX Secolo, oltre 100 mulini mossi da ruote idrauliche. La persistenza di casolari e corti, addossati a romitori, conventi o chiese fra oliveti e selve di castagno, meriterà alla vallata calcesana il nome di Valle Graziosa. Nell'
alto medioevo Calci era un operoso borgo agricolo e industriale insediato sulle sponde del torrente Zambra, dominato dal castello del Vescovo pisano, feudatario della valle.
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