Ardara (in
sardo Àldara) è un comune di 847 abitanti della
provincia di Sassari, nella antica regione del
Meilogu.Il villaggio di Ardara in epoca spagnola Dal punto di vista dell’amministrazione civile e feudale, dopo la caduta del Giudicato di Torres Ardara, con tutta la Curatoria di Oppia ed altre terre, divenne dal 1275 feudo dei Doria di Castelgenovese; il possesso dei Doria però fu messo in discussione dalle caotiche vicende che ebbero per protagonisti i Pisani, gli Arborea ed anche il papato. Il XIV secolo, poi, vede la contrapposizione del giudicato di Arborea con i Catalano – aragonesi, che si concluderà verso il 1412 con l’affermazione di questi ultimi; per tutto il XIV secolo Ardara era restata in mano dei signori oristanesi. Già nel 1336, però, l’abitato era stato dato dal re aragonese in feudo ad un certo Berengario de Maidillo, che non ne entrò mai in possesso. Nel 1434 Ardara, e soprattutto il suo castello, furono assegnate in feudo al nobile valenzano Centelles, ma già l’anno successivo tornò feudo della corona d’Aragona che, nel 1439 lo promise a Raimondo Ruysech (a patto che conquistasse Castelgenovese), ma che lo lo vendette nel 1446 al sassarese Francesco Saba. Alla morte del Saba il feudo tornò alla Corona che lo assegnò al sassarese don Angelo Marongiu maritato con donna Rosa Gambella; alla morte del Marongiu la Gambella si rimaritò con Ximene Perez. Nel 1479, però, la Corona assegnava Ardara ed altri territori all’ammiraglio Villamarì. Estintosi senza eredi questo ramo nobiliare, il feudo fu venduto nel 1547 ai Virde di Sassari. La Signoria di Mores (comprendente Ardara e Mores) fino al 1614, fu infeudata quindi alla famiglia dei Virde (diventata nel 1583 Virde in Manca). A partire dal 1622 la Signoria diventa Marchesato di Mores (comprendente sempre Ardara e Mores), feudo dei sardi Manca, fino all’abolizione del sistema feudale nel 1843.
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