Il termine amaziɣ è quello che attualmente viene preferito per designare se stessi da parte dei
Berberi del
Nordafrica. Amazigh è il singolare, "Berbero", mentre il plurale è imazighen, "Berberi". Il femminile, tamazight viene usato per designare la
lingua berbera.Amazigh e derivati sono oggi preferiti rispetto a berbero, berberi, per via della trasparente connessione di quest'ultimo termine con la parola barbaro (in
arabo, poi, una sola parola, barbar, esprime entrambi i concetti). L'impiego generalizzato di amazigh è relativamente recente. Tradizionalmente esso era impiegato solo presso alcuni gruppi berberi, ma non presso tutti (in particolare, i
Cabili erano soliti chiamare se stessi Leqbayel, e solo negli ultimi decenni il termine è stato (re)introdotto in Cabilia (una grande diffusione della parola è giunta attraverso un celebre canto "berbero-nazionalista" di
Mohand Idir Ait Amrane, Ekkr a mmi-s Umaziɣ, "In piedi, figlio di Amazigh!").
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I Berberi (o
Amazigh, nome che significa "uomini liberi"), propriamente sono gli abitanti
autoctoni del
Nordafrica. Per una serie di motivi storici e ideologici oggi tale nome è solitamente riservato solo a quanti, in Nordafrica, parlano ancora la
lingua berbera. Il nome berbero deriva dal francese berbère, che a sua volta riproduce la parola araba barbar, che probabilmente non fa che continuare la parola greco-romana barbaro (che designava chi non parlava il latino o il greco). Si veda per esempio Sallustio, nel suo Bellum Iugurthinum 18 in cui la lingua dei Libi è definita "barbara lingua".
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