A


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a
art. prima lettera dell'alfabeto; articolo indefinito inglese: un, uno, una


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A
A o a (nome italiano "a" ) è la 1^ lettera dell'alfabeto latino e italiano e anche nella maggior parte degli alfabeti derivanti da quello fenicio.In italiano corrisponde unicamente alla vocale centrale aperta .
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À
Secondo le convenzioni di scrittura della lingua italiana, la à con accento grave viene usata per indicare accenti tonici finali; ad esempio la parola baccalà [bak:a'la:] viene scritta con una à finale perché l'accento tonico cade sull'ultima sillaba.Nella lingua italiana, à è anche una forma desueta, ma corretta, della terza persona singolare, tempo presente, modo indicativo, del verbo avere (es: Guido à una mela = "Guido ha una mela"). Allo stesso modo sono corrette le forme ò, ànno, ài, per le altre persone.È curioso notare come nella lingua francese la convenzione sia esattamente opposta: la à svolge il ruolo di preposizione (es: je vais à l'école "vado a scuola"), mentre la a è usata per il verbo (es: Guido a une pomme "Guido ha una mela").
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Á
Il simbolo Á (minuscolo: á), ovvero A con accento acuto, raramente appare in testi in lingua italiana, come alternativa di À (minuscolo: à). In vocali come E e O l’accento acuto o grave serve a differenziare i suoni chiuso (perché) e aperto (caffè, però). Avendo la A in italiano un solo valore fonetico, così come I e U, la convenzione è di accentarla con l’accento grave.
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Ã
La lettera portoghese Ã/ã rappresenta una 'A nasale' (IPA: ). La lettera è usata anche nell'ortografia del casciubo e del vietnamita.Il portoghese possiede un certo numero di vocali e semivocali nasali: (ã, an, am), (en, em), (in, im),(õ, on, om), (un, um), (come in mãe), (come in mão),
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Å
Linguistica Å è una lettera degli alfabeti danese norvegesesvedesefinlandese (per le parole di origine svedese), vallone e chamorro.Nelle lingue scandinave, Å significa « piccolo corso d'acqua », il che spiega la sua presenza in molti toponimi.
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A*
Nell'informatica, A* è un algoritmo di ricerca su grafi che individua un percorso da un dato nodo iniziale verso un dato nodo goal (o che passi un test di goal dato). Utilizza una "stima euristica" che classifica ogni nodo attraverso una stima della strada migliore che passa attraverso tale nodo. Visita il nodo in base a tale stima euristica. L'algoritmo A* è anche un esempio di ricerca best-first.
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Accento
Con accento ci si può riferire a: accento (linguistica), se vuoi approfondire il concetto di accento nella linguistica accento grafico, se t'interessa l'accento come segno grafico pronuncia, se ti interessa l'accento come inflessione data alla pronuncia delle paroleaccento (musica), se intendi un segno che indica di emettere una nota con più forza o con un attacco deciso o alla caratteristica di un suono di essere più importante degli altri
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Accento circonflesso
L'accento circonflesso (dal latino: circumflexus, ossia "piegato a cerchio") è un segno diacritico utilizzato in varie lingue. Graficamente consiste in un tettuccio posto in cima alla lettera (nel caso della prende il posto del puntino). In italiano è usato sempre più raramente, al contrario della lingua francese.L'accento circonflesso nella lingua italiana In italiano, salvi i casi di distinzione di parole omografe, l'accento circonflesso è utilizzato sempre più raramente e appare solamente in ambiti letterari o specialistici (es. diritto), caratterizzati da un linguaggio più "conservatore". In ambiti redazionali è addirittura sconsigliato; al contrario, se utilizzato con moderazione e secondo le regole ad esso proprie, può essere indice di maggiore raffinatezza espressiva e padronanza della lingua italiana.Ieri Anticamente l'accento circonflesso poteva essere posto su qualsiasi vocale (â, ê, î, ô, û) e contrassegnava le forme contratte, tipiche del linguaggio poetico, dovute all'elisione una sillaba per ragioni di metrica: fûro (furono), fêro (fecero), amâro (amarono), tôrre (togliere), côrre (cogliere), finîro (finirono). Oggi Oggigiorno l'accento circonflesso (che non è mai obbligatorio) può indicare la contrazione di due vocali uguali (purché non toniche) che si seguono e può essere applicato solamente al caso della terminazione -ii, che contraddistingue il plurale delle parole terminanti nella forma atona -io (es. serio → seri o serî ); in questo caso viene adoperato il grafema < î >. Non è viceversa consentito applicare l'accento circonflesso ai plurali femminili atoni in -ee (es. fulminea → fulminee e non *fulminê ), né tantomeno ai plurali tonici di qualunque genere (es. calpestio → calpestii e non *calpestî; ninfea → ninfee e non *ninfê ). L'accento circonflesso sottostà a delle regole ben precise, riassumibili come segue:-io preceduto da una consonante 1) L'accento circonflesso può essere segnato se la terminazione -io è preceduta da una singola consonante: Se però questa consonante è una gn, gl, sc, c dolce o g dolce (ossia , , , e secondo l'alfabeto fonetico internazionale), l'accento circonflesso non deve essere utilizzato in quanto la che segue queste consonanti ha un valore puramente ortografico (indica rispettivamente la pronuncia palatale o dolce).-io preceduto da più consonanti 2) L'accento circonflesso non va segnato se la terminazione -io è preceduta da più consonanti, uguali o diverse: Può essere invece utilizzato in presenza dell'unione tra una consonante liquida (l, r) ed una occlusiva (t, d, p, b, c dura, g dura):-io preceduto da vocale In questo caso l'accento circonflesso non è ammesso.Casi pratici Se queste sono le possibilità teoriche di impiego dell'accento circonflesso, di fatto nessuno ne fa uso perché di norma non ci sono possibilità di fraintendimento. Vi sono però dei casi particolari di sostantivi divenuti, per uso comune, omografi al plurale:àrbitro e arbìtrioassassìno e assassìniocondòmino e condomìnioconservatóre e conservatòrio (lo stesso schema vale per direttore/direttorio, osservatore/osservatorio ecc.)dèmone e demòniomìcrobo e micròbioomicìda e omicìdioprèside e presìdioprìncipe e princìpio. In tutti questi casi, l'uso dell'accento circonflesso può costituire un valido ausilio per suggerire l'esatta pronuncia. Se quindi "principi" crea dubbi in ordine alla pronuncia, scrivendo "principî " risulta assolutamente chiaro che la parola è piana (princìpi), in quanto plurale di "principio"; del pari, lo stesso accento può suggerire la corretta pronuncia del titolo del romanzo di Dostoevskij "I demonî ", che si pronuncia demòni e non dèmoni. Ma neppure in questi casi di aperta ambiguità l'accento circonflesso è insostituibile, in quanto si può benissimo ricorrere al digramma < ii > (presidii, principii), oppure segnare semplicemente l'accento tonico (presìdi, princìpi). Completamente estinta è invece la forma in < j > (presidj, principj).Altre lingue Greco antico L'accento circonflesso, nel greco antico, può comparire soltanto in una vocale lunga dell'ultima o della penultima sillaba di un qualsiasi vocabolo (ma in tal caso l'ultima sillaba, per la regola del trocheo finale, deve essere breve). In base alla posizione di quest'accento, una parola è detta perispomena (sull'ultima sillaba) o properispomena (sulla penultima). Ci sono comunque molte particolarità e delle leggi che regolano l'accentazione per le parole della lingua greca.Francese In francese, l'accento circonflesso può comparire su tutte le vocali. In certi casi, l'accento circonflesso indica una contrazione dovuta alla perdita di una < s > preconsonantica nel corso dei secoli: È curioso notare che molte parole della lingua inglese, pur essendo derivate dal francese, non hanno perso la < s >. Ciò si spiega col fatto che la lingua francese fu importata in Inghilterra all'epoca della battaglia di Hastings (1066), ossia prima che sul continente il suono [s] iniziasse a scomparire davanti a consonante, tramutandosi in un allungamento compensatorio della vocale precedente. Tale allungamento vocalico scomparve a sua volta nel XVIII secolo, parallelamente alla scomparsa grafica della < s > muta che fu rimpiazzata dall'accento circonflesso (introdotto nel 1740 dall'Académie Française). Portoghese In Portoghese < â > , < ê > e < ô > rappresentano vocali più chiuse di quando vengono segnate con Accento acuto (pronunciate rispettivamente , e ). Friulano In friulano è utilizzato per indicare una vocale lunga con accento, si può trovare applicato a qualsiasi vocale: l'utilizzo è obbligatorio solo in alcuni casi (come nella coniugazione di alcuni tempi verbali), può essere invece omesso per la maggior parte delle vocali lunghe. Da precisare che nella pronuncia di alcuni dialetti le vocali lunghe sono sostituite da particolari dittonghi (ad es Amôr = "Amòur", oppure Nêf = "Nèif" ). Esperanto In Esperanto le consonanti con accento circonflesso (in Esperanto Ĉapelo) (ŝ , ĉ , ĵ , ĝ e ĥ ) sono vere lettere dell'alfabeto. Nella liste in ordine alfabetico sono inseriti immediatamente dopo la loro variante senza Segno diacritico. Il Fundamento de Esperanto suggerisce, quando non è possibile scriverli, di sostituirlo con la lettera h. Voci correlate Ortografia portogheseEsperanto
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Alfa (lettera)
La lettera alfa è la prima lettera dell'alfabeto greco - antenata della lettera A degli alfabeti latini - e dell'alfabeto cirillico.Nel sistema numerico dei Greci di età ellenistica, era il segno usato per il numero 1. Era accompagnato, per distinguerlo dal segno alfabetico, da un apice in alto a destra (׳) per indicare l'unità semplice, da un apice in basso a sinistra per la migliaia (1.000), e da una dieresi per la decina di migliaia (10.000). Nei papiri si può trovare il numero anche con una lineetta orizzontale al di sopra della lettera.
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Floppy disk
Un floppy disk è un supporto di memorizzazione che contiene, all'interno di un contenitore quadrato o rettangolare di plastica, un disco sottile e flessibile (da cui "floppy") su cui vengono memorizzati magneticamente i dati. I floppy disk sono letti e scritti da un floppy disk drive o FDD (da non confondersi con "Fixed Disk Drive", il disco fisso, più comunemente indicato come HDD, cioè "Hard Disk Drive").
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Å (lettera)
"Å", o "å", è una lettera, che rappresenta una vocale, in danesesvedesefinlandesenorvegesevallone e chamorro. Altre lingue il cui alfabeto comprende questa lettera sono il groenlandese, istro-rumeno, sami di Lulesami skolt ed il sami meridionale.La lettera "Å" viene spesso descritta come una "A" con un anello sopra, interpretando l’anello come un segno diacritico. Comunque l'anello non è un diacritico. Piuttosto la lettera si è sviluppata come una forma di semi-legatura di una a con una piccola "A" sopra, per segnalare il cambio fonetico, simile al segno dell’umlaut ( ¨ ), il quale si è sviluppato da una piccola "E" al di sopra della vocale.
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A
punto (vedi punto A)

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Glossario di Internet e Informaticascarica questo dizionario
A:
Nei sistemi operativi MS-DOS e OS/2 identificatore del drive principale cui accede automaticamente il sistema operativo per leggere le istruzioni di avvio. In caso di assenza viene attivato il drive [C].

Glossario d'Informaticascarica questo dizionario
A
1) Simbolo di Ampere, unità di misura dell'intensità di corrente.
2) Serie di 9 formati per dimensioni di fogli di carta, ottenuti ciascuno dimezzando il formato superiore; ogni lato lungo è uguale alla diagonale del quadrato costruito sul lato corto, e i lati dei diversi formati sono direttamente proporzionali.
Le dimensioni dei vari formati secondo le norme dell'Ente nazionale italiano di unificazione (UNI) sono fornite di seguito:
841 x 1189 per il formato A0;
594 x 841 per il formato A1;
420 x 594 per il formato A2;
297 x 420 per il formato A3;
210 x 297 per il formato A4;
148 x 210 per il formato A5;
105 x 148 per il formato A6;
74 x 105 per il formato A7;
52 x 74 per il formato A8;
37 x 52 per il formato A9;
26 x 37 per il formato A10;
 
a.
Simbolo del prefisso atto-, che moltiplica per 10x-18 (ovvero divide per 10 x 18) l'unità di misura che segue.

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